L'ensemble degli Hauser

Balthasar Hauser
In nessun angolo dello Stanglwirt troverete qualcosa di “non originale”, qualcosa come legno impiallacciato o imitazioni di marmo. “Un'orchestra e un edificio hanno molte cose in comune: entrambi necessitano di armonia, e non ha caso si dice «un insieme di edifici»”. Lo Stanglwirt possiede decisamente una propria armonia poiché, come afferma Hauser, è costruito come la musica: “Anche fra 400 anni, desidero che lo Stanglwirt continui ad essere un luogo di cultura e autenticità”.

Maria, Johannes & Elisabeth
I suoi figli condividono questa filosofia. Sin dalla prima giovinezza, sono stati coinvolti nelle decisioni importanti. Maria Hauser, oggi responsabile del marketing, delle pubbliche relazioni, della garanzia della qualità e dei grandi eventi allo Stanglwirt, già da ragazzina ha potuto partecipare ai colloqui di progettazione con gli architetti.
Gli architetti si stupivano che il loro committente, il signor Hauser, coinvolgesse ripetutamente la giovane figlia nella discussione e chiedesse il suo parere. “Potevo partecipare ai colloqui di progettazione della fattoria per bambini. Mio padre riteneva che, se la fattoria piaceva ai noi bambini Stangl e ai bambini del posto, sarebbe sicuramente piaciuta anche ai piccoli ospiti del nostro hotel… un luogo fantastico in cui noi bambini avremmo potuto giocare tutti insieme”, ricorda Maria Hauser.
Gli architetti si stupivano che il loro committente, il signor Hauser, coinvolgesse ripetutamente la giovane figlia nella discussione e chiedesse il suo parere. “Potevo partecipare ai colloqui di progettazione della fattoria per bambini. Mio padre riteneva che, se la fattoria piaceva ai noi bambini Stangl e ai bambini del posto, sarebbe sicuramente piaciuta anche ai piccoli ospiti del nostro hotel… un luogo fantastico in cui noi bambini avremmo potuto giocare tutti insieme”, ricorda Maria Hauser.

Balthasar e Richard Hauser
Richard, il più grande dei quattro figli dello Stanglwirt, ha iniziato per primo a lavorare nell'azienda di famiglia. Dopo essersi laureato all'accademia commerciale e avere conseguito il diploma presso una scuola privata di turismo, ha lavorato in hotel di prestigio in Italia e nella Svizzera francese. Nel 1996 ha dovuto prendere una decisione: da una parte, voleva aprire un hotel a Mosca per la catena di lusso Kempinski, dall'altra parte, la vertiginosa crescita dello Stanglwirt aveva reso necessario trovare una persona che organizzasse le procedure amministrative.
Richard Hauser ricorda: “Per di più, la mia nonna materna, già molto anziana, aveva bisogno di assistenza. Per questo ho deciso di lavorare allo Stanglwirt”. In poco tempo, Richard ha messo in piedi un'organizzazione che ancora oggi costituisce la spina dorsale economica dell'hotel, ha superato l'esame di consulente aziendale e ha fondato una propria azienda di consulenza che, fra le altre cose, ha seguito con successo vari progetti alberghieri in Croazia per un totale di 2.700 posti letto. All'epoca, il figlio dello Stanglwirt non dava affatto per scontato che sarebbe rimasto nell'azienda di famiglia. Richard ha preso questa decisione solo nel 1998. In quell'anno si è reso conto che la struttura, nonostante la considerevole espansione, era ancora troppo piccola. “Abbiamo bisogno di suite e strutture per il wellness”, aveva decretato. Inizialmente, suo padre Balthasar non era entusiasta: “Avevo passato la mia vita a costruire e ora mio figlio mi diceva che tutto era grande solo la metà di quanto avrebbe dovuto”.
Richard Hauser ricorda: “Per di più, la mia nonna materna, già molto anziana, aveva bisogno di assistenza. Per questo ho deciso di lavorare allo Stanglwirt”. In poco tempo, Richard ha messo in piedi un'organizzazione che ancora oggi costituisce la spina dorsale economica dell'hotel, ha superato l'esame di consulente aziendale e ha fondato una propria azienda di consulenza che, fra le altre cose, ha seguito con successo vari progetti alberghieri in Croazia per un totale di 2.700 posti letto. All'epoca, il figlio dello Stanglwirt non dava affatto per scontato che sarebbe rimasto nell'azienda di famiglia. Richard ha preso questa decisione solo nel 1998. In quell'anno si è reso conto che la struttura, nonostante la considerevole espansione, era ancora troppo piccola. “Abbiamo bisogno di suite e strutture per il wellness”, aveva decretato. Inizialmente, suo padre Balthasar non era entusiasta: “Avevo passato la mia vita a costruire e ora mio figlio mi diceva che tutto era grande solo la metà di quanto avrebbe dovuto”.
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